Saharawi
 

Stefano Salvi contro la disinformazione di Rai Uno

Lo speciale di Tv7 sul Sahara Occidentale? Uno spot gratuito alle illegalità del Marocco.

Lo speciale di Tv7 sul ritorno di Aminatou Haidar ad Elayoun, la città dove vive in Marocco, mandato in onda da Rai Uno ieri all’una di notte è stato a dir poco scandaloso. Il servizio pubblico pagato dai cittadini, oltre a non fare informazione, omettendo di presentare la reale situazione sociale, economica e politica, ha confezionato un vero e proprio spot gratuito delle illegalità compiute dai Marocchini ai danni del popolo saharawi”.
Esordisce così Stefano Salvi, inviato storico di Striscia la Notizia, ora reporter e editore della prima
webtv d’inchiesta www.stefanosalvi.it da poco rientrato dall’Africa, dove ha documentato con immagini di straordinario impatto l’esistenza di un muro nel deserto del Sahara.
“Del “muro della vergogna” – dichiara Stefano Salvi – e di tutto quello che rappresenta non parla mai nessuno. Ho appena realizzato un reportage sul posto e la fotografia della situazione attuale è assai diversa da quella che Tv7 ha proposto in terza serata su Rai uno ieri. E’stata mandata in onda un’immagine del muro ripresa dall’alto, probabilmente fornita dagli stessi marocchini, che non rende ragione nel modo più assoluto della realtà. Diamo un po’ di numeri che Tv7 ha omesso, limitandosi a mostrare immagini ad effetto di un Marocco florido grazie alla pesca e all’estrazione dei fosfati di proprietà del Sahara Occidentale e di Saharawi “felici” dell’occupazione marocchina? Diciamo allora che il muro costruito nel Sahara, alto fino a 30 metri e lungo ben 2700 chilometri, è secondo per imponenza e dimensioni solo alla Muraglia cinese, che è presidiato da oltre 160mila soldati marocchini, che il mantenimento del muro costa alla Comunità europea un milione di euro al giorno. Diciamo che lungo il muro sono disseminate oltre tre milioni e mezzo di mine, che la Repubblica Araba Saharawi Democratica attende di potersi autodeterminare con un legittimo referendum dal 1991 e che la Nato dallo stesso anno è presente nel territorio del Sahara Occidentale con la missione MINURSO (Mission des Nations Unies pour le Referendoum dans le Sahara Occidentale) nata propriamente per organizzare un referendum che nel 2009 ancora non è stato fatto? Diciamo che i Marocchini violano quotidianamente i diritti civili dei Saharawi, che è in atto una pulizia etnica da parte dei Marocchini che uccidono i bambini saharawi ancora nel grembo delle madri, che i desaparecidos saharawi ancora dispersi sono oltre 500? Parliamo anche del fatto che la missione Minurso in 18 anni è costata alle Nazioni unite (cioè anche a noi) 46 milioni di dollari all’anno senza raggiungere l’obiettivo?
Il reportage realizzato sul posto da Stefano Salvi, di cui è visibile un estratto su www.stefanosalvi.it (http://www.stefanosalvi.it/ChannelVideos.aspx?id_channel=18) accende i riflettori, diversamente da quanto fatto da Tv7, sull’oppressione marocchina, sugli equilibri politici internazionali che finora hanno condannato questa situazione all’immobilismo cronico. Il reporter ha anche avviato la raccolta firme per la petizione “Abbattiamo il muro della vergogna”, firme che presenterà al Parlamento europeo in occasione della proiezione del servizio sul Sahara occidentale.
Lo speciale è stato un susseguirsi di inesattezze e di informazioni che non corrispondo al vero – ha dichiarato Omar Mih, rappresentante del Fronte Polisario saharawi in Italia – senza contare che, cosa gravissima, sono state mostrate immagini relative alla pesca, facendo intendere che ciò riguardasse il Marocco. In realtà, le pretese del Marocco sul Sahara Occidentale sono state respinte dal Tribunale Internazionale di Giustizia e non sono riconosciute dall'ONU. Le risorse naturali del Sahara Occidentale appartengono al popolo saharawi. Compresa la pesca nei territori del Sahara occupato dal Marocco.

Contacts:
www.stefanosalvi.it
press@stefanosalvi.it






|