L’Esecutivo europeo procederà a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale Ue la richiesta di registrazione da parte di Zagabria

Grande smacco per il vino made in Italy: la Commissione europea ha detto sì al Prosek croato. La richiesta di Zagabria di ottenere il riconoscimento della denominazione del vino Prosek, secondo Bruxelles, sarebbe conforme «ai requisiti di ammissibilità e validità», tanto che la Commissione ha messo per iscritto che procederà alla pubblicazione di tale richiesta nella Gazzetta Ufficiale Ue. È quanto scrive lo stesso Esecutivo europeo rispondendo a una interrogazione urgente dell’eurodeputata della Lega Mara Bizzotto.

Di fronte a questa decisione, l’Italia è pronta a fare la barricate: «Nei prossimi due mesi, che rappresentano i termini temporali per presentare ricorsi e obiezioni prima della decisione finale della Commissione – ha detto l’onorevole Bizzotto – noi della Lega e tutto il nostro territorio porteremo avanti una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende».

Oltre ad aprire un precedente pericoloso, l’attacco alla Doc italiana campione di incassi nel mondo arriva a pochi giorni di distanza dalla pronuncia della Corte di Giustizia Ue, che il 9 di settembre ha ricordato che le Dop non solo non possono essere copiate, ma non possono nemmeno essere evocate nel nome. Da una parte, dunque, l’Europa sanziona la catena catalana di tapas bar Champanillo – «champagnino», in spagnolo – perché evoca il noto vino francese non solo nel nome, ma anche nella grafica del’insegna. Dall’altra, invece, apre le porte alle bottiglie di bianco croato, che nel nome richiamano le bollicine venete.

«Dalle dichiarazioni fatte dal commissario all’Agricoltura Wojciechowski ci era ben chiara la direzione che avrebbe preso l’Esecutivo Ue – ha detto il presidente del Consorzio del Prosecco Doc, Stefano Zanette – ma la faccenda non è affatto conclusa: da quando l’istanza giunta dal Prosek verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea avremo 60 giorni per presentare le nostre osservazioni. E non saremo soli: presenteremo le osservazioni insieme ad altre forze che si stanno unendo a noi, consapevoli della gravità che tale eventuale approvazione da parte della Ue creerebbe. Si tratterebbe di un precedente pericoloso, le cui derive sono facilmente intuibili».

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *