Il commissario per l’Emergenza Figliuolo e il ministro della Salute Speranza hanno chiesto che dal 3 giugno si abbandonasse il criterio delle somministrazioni per fasce di età, ma allo stato attuale solo nove amministrazioni hanno seguito l’indicazione

La strada da seguire è stata indicata dal commissario per l’Emergenza Covid-19 Figliuolo e confermata dal ministro della Salute Speranza: dal 3 giugno stop alle prenotazioni di vaccini contro il coronavirus per fasce di età. Parte la campagna di massa. Chiunque dai 12 anni (solo con il consenso di entrambi genitori) in su vuole vaccinarsi, lo può fare. Il giorno è arrivato, ad oggi non tutte le regioni si sono adeguate alla linea. Anche questa volta le amministrazioni si sono mosse in ordine sparso. Anche questa volta il risultato è stato un aumento della confusione generale.

Le regioni che allo stato attuale offrono in maniera “strutturale” ai dodicenni la possibilità di prenotarsi sono nove (Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania e Sardegna). Qualcuno ha programmato di aprire ai più giovani nei prossimi giorni (Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Umbria). Qualcuno procede ancora con il sistema dell’apertura per fasce (Molise e Trentino). C’è poi il caso della Puglia: qui gli studenti dai 12 anni in su dovranno attendere il 23 agosto. Solo allora saranno a disposizione sessioni di vaccinazione dedicate a cura delle Asl e degli uffici scolastici (con richiamo a partire dal 13 settembre). Insomma, la campagna vaccinale sul territorio assume sempre più i contorni di un puzzle. Un approccio che potrebbe non essere in linea con il raggiungimento dell’obiettivo dichiarato, ovvero l’immunità di gregge già a settembre.

Sul sito dedicato alla campagna di vaccinazione della Regione autonoma della Valle d’Aosta si legge che «nella prima fase della vaccinazione di massa viene prenotata una determinata fascia di cittadini. Sono privilegiate, sulla base della tipologia dei vaccini, le fasce più fragili (per età e condizioni di salute). Gli altri vengono coinvolti successivamente in base alla disponibilità di vaccini previsti a livelli nazionali».

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